La sera precedente l’incontro con il Santo Padre, in occasione del Giubileo dei Rotariani, abbiamo avuto il piacere di ritrovarci con il Presidente Internazionale Francesco Arezzo. Un momento di amicizia e di condivisione, nato dalla gioia di rivedersi dopo un po’ di tempo, che quasi inavvertitamente ha portato il Rotary al centro della conversazione.
Il Presidente appare sereno, in ottima forma, tutt’altro che stanco o distaccato. Al contrario: è lui il primo combattente, il primo a credere nella forza delle idee e nell’importanza di trasmettere passione ai propri interlocutori.
Il confronto si è aperto con un tema di grande attualità: le nuove tipologie di Club. Su questo punto, il Presidente Arezzo è stato subito molto chiaro e, per certi versi, provocatorio. Il modello tradizionale di Club – ha affermato – funziona e continuerà a funzionare, ma ha probabilmente già espresso tutto il suo potenziale. Una struttura con oltre un secolo di storia ha dato ciò che poteva dare.
L’invito è quindi quello di esplorare strade alternative, senza schemi precostituiti, lasciando piena libertà e spazio alla creatività dei Rotariani di tutto il mondo, anche attraverso modelli di Club molto innovativi, persino “estremi”.
Come Paul Harris nel 1905 seppe immaginare un Rotary futuristico per il suo tempo – rivelatosi poi straordinariamente lungimirante – oggi siamo chiamati a sperimentare nuove forme. Non sappiamo quale modello sarà quello vincente, ma solo provando potremo individuare vie efficaci per rinnovare il Rotary, senza snaturarne l’essenza.
Il dialogo si è poi spostato sulle difficoltà che molti Club incontrano nel trovare il giusto equilibrio tra convivialità e progettualità. Anche qui non esistono regole valide per tutti: ogni realtà va valutata caso per caso. Il suggerimento è quello di aprirsi a partnership esterne al Rotary e di ideare nuove modalità di raccolta fondi che coinvolgano non solo i Soci, ma anche la comunità, la stessa che – soprattutto nelle sue fasce più fragili – è destinataria finale dei nostri progetti di Service.
Di grande interesse il racconto del recente viaggio in Pakistan, che ha permesso di individuare un’area specifica al confine con l’Afghanistan dove il virus della poliomielite è ancora attivo. Un’area di circa 100 chilometri quadrati, di cui fortunatamente circa 80 in territorio pachistano, più facilmente gestibile, ma che richiede un intervento urgente e massiccio.
L’ultimo tema affrontato ha riguardato il Rotaract, che presenta un forte calo numerico. Il Presidente Internazionale ha decisamente contestato questa lettura, parlando di numeri “gonfiati” in passato, quando non era prevista alcuna quota verso il Rotary International. L’introduzione di una quota annuale, seppur minima (8 euro per socio Rotaractiano), ha semplicemente riportato i dati a una dimensione reale, eliminando iscrizioni fittizie.
Nel corso della conversazione si è parlato anche dell’India, dei Paesi del Nord Europa e di altre aree del mondo in cui il Rotary sta attraversando momenti di difficoltà, analizzandone le cause. Ne emerge il ritratto di un Presidente estremamente informato su ogni tema, ma soprattutto concretamente impegnato nella ricerca di soluzioni realistiche e percorribili, anche nel breve periodo.
Un incontro informale, ma ricco di contenuti, che conferma una guida appassionata e profondamente consapevole delle sfide e delle opportunità che attendono il Rotary.
Giorgio Odello