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Prevenzione oculistica: un successo la campagna promossa dal R.C. Firenze Nord

Le visite sono state effettuate da febbraio a marzo 2019, dalle dottoresse Ilaria Biagini e Simona Forconi, sotto il coordinamento dell’oculista e past President del R.C. Firenze Nord Paolo Santoro

Si è conclusa la campagna di prevenzione oculistica 2019 promossa dal Rotary Firenze Nord in oltre venti scuole dell’infanzia di Firenze in collaborazione con l’assessorato all’Educazione del Comune.

Sotto osservazione l’ambliopia, più nota come “occhio pigro”, che colpisce molti bambini in età pediatrica. Su un totale di 514 bambini visitati – età media 5 anni - 14 di loro (circa il 3%) hanno evidenziato disturbi visivi da ambliopia e altri 19 oltre i 3 decimi. Le visite oculistiche sono state effettuate, da febbraio a marzo 2019, dalle dottoresse Ilaria Biagini e Simona Forconi, sotto il coordinamento dell’oculista e past President del R.C. Firenze Nord Paolo Santoro.

L’ambliopia è un deficit dell’apparato visivo generalmente in un solo occhio, difficile da accertare se non attraverso una visita medica specialistica. “Il cervello – ricorda Santoro - non riuscendo a interpretare correttamente le informazioni visive che gli arrivano, di fatto disattiva parzialmente o del tutto i segnali che provengono da un occhio e tende a usufruire sempre più delle immagini dell’altro. Se l’ambliopia viene accertata tardi, in età adolescente, la situazione può diventare irreversibile”.

Viceversa si può curare l’occhio pigro fino ai 12-13 anni di età, ma più precoce è la diagnosi, migliore e duraturo può essere il recupero funzionale. Si tratta di “penalizzare” l’occhio buono a favore di quello pigro, che deve essere adeguatamente stimolato a riprendere la sua funzione. Di fatto una vera e propria “ginnastica” riabilitativa.

“Aver trovato tempestivamente 14 bambini fiorentini affetti da ambliopia – è il commento finale di Paolo Santoro – significa offrire loro la possibilità di affrontare la vita con due occhi anziché uno solo. Magari con qualche fastidio (come portare una benda per qualche tempo) e un po’ di rimproveri dei genitori, per mettergliela e fare attenzione che la sopportino. Ma ne vale sempre la pena”.

(Martedì 26 Marzo 2019)

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